Segretariato regionale per la Toscana

Il Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per la Toscana assicura il collegamento tra le linee di indirizzo emanate, per i settori di competenza, dalle Direzioni generali centrali e le attività degli uffici periferici del Ministero presenti sul territorio.

Cura inoltre i rapporti con la Regione, gli enti locali e le altre istituzioni presenti sul territorio e stipula accordi per lo svolgimento di attività di interesse comune, con specifico riguardo alle materie che coinvolgono competenze proprie delle autonomie territoriali.

Il Segretariato ha sede in Palazzo Mozzi Bardini, piazza de'Mozzi n. 2 - 50125 FIRENZE

Palazzo Mozzi Bardini

Palazzo Mozzi Bardini, "il severo e turrito palagio che sorge a guardia dell'antico Ponte alle Grazie", era la dimora medievale della ricca e potente famiglia dei Mozzi, mercanti e tesorieri pontifici per più generazioni, che tra  Duecento e Trecento ha ospitato illustri uomini politici e condottieri, papa Gregorio X, Piero d’Angiò e Gualtieri VI di Brienne, duca di Atene.

Agli inizi del Quattrocento, a causa di disavventure finanziarie, i Mozzi furono costretti ad alienare le proprie abitazioni, che passarono ai Bardi e ai Nasi. La famiglia tornò in possesso della proprietà nel 1551 e la incrementò con l'acquisto di tutto il terreno fino a Porta San Giorgio. Nel Settecento il Palazzo subì "profondi restauri" progettati da Gasparo Maria Paoletti  ma, a causa di un nuovo rovescio finanziario e per l’estinzione della famiglia, a metà Ottocento fu acquistato dalla principessa russa Vanda Carolath von Beuthen. Infine, nel 1913 l’edificio fu venduto al collezionista e antiquario Stefano Bardini, celebre mercante fiorentino che aveva il suo showroom nel vicinissimo palazzo costruito nel 1880, oggi Museo Stefano Bardini. Da allora Palazzo Mozzi divenne prezioso deposito di innumerevoli opere d'arte, circa 30.000 pezzi tra terrecotte, stucchi, stemmi, mobili, armi, frammenti architettonici e dipinti. Nel 1965, alla morte di Ugo Bardini, figlio di Stefano e suo unico erede, il complesso rimase nuovamente in stato abbandono fino al 1997, quando lo Stato italiano acquisì l’eredità Bardini, che comprendeva anche il Palazzo, e iniziò i lavori di restauro e messa in sicurezza della struttura, tutt’ora in corso.

Palazzo Mozzi, costruito tra il 1266 e il 1273, frutto dell'unione di più case e torri, si presenta come un edificio medievale anche se il suo aspetto non è completamente autentico. Nel corso dei secoli, infatti, la facciata ha subito molteplici modifiche. Oggi il Palazzo fa da straordinaria quinta alla piazza intitolata ai Mozzi, con la sua severa e lunga facciata a piccole bozze squadrate, interrotta al centro dall'alta torre merlata e segnata al piano terreno dalla successione ininterrotta dei fornici, come si conviene all'immagine che del Medioevo si aveva tra Otto e Novecento. Al centro della facciata risalta un grande scudo con lo stemma dei Mozzi, la croce d’oro di Tolosa in campo rosso.